Ho comprato l'antibiotico!!!

In preda ad un raptus di forte esaurimento, brandendo la ricetta del medico della asl, sono andata in farmacia ed ho comprato l'antibiotico. E' ancora lì intatto.
Ma facciamo un passo indietro: Alma ha avuto la febbre, è guarita, due giorni regolari poi di nuovo febbre. Stavolta mal d'orecchio. Due giorni e tutto passa. Ok è andata. Altri due giorni in cui m'illudo che finalmente siamo tutti guariti e di nuovo febbre e male all'altro orecchio. Ok, niente panico, tra due giorni passerà. In tutto questo il nostro omeopata è all'estero e ci sentiamo via sms. FANTASTICO! Ci ammaliamo una volta all'anno e becchiamo la settimana in cui il dottore non c'è! Ma ce la possiamo fare.
Per evitare panico nel week-end il venerdì la porto dal medico della asl, che dopo un'accuratissima visita della durata di tre minuti d'orologio (ve lo giuro, non è durata di più!!!) in cui le ha guardato orecchie e gola, sentenzia " L'orecchio è molto infiammato, se stasera ha di nuovo la febbre le dia l'antibiotico, ecco la ricetta.". Ok la metto lì. Torniamo a casa e penso va bè mi serviva solo la diagnosi, domani starà bene. Sabato si svegli allegra e senza febbre ma dopo pranzo si mette a letto e le sale di nuovo un febbrone da cavallo. Basta vado a comprare l'antibiotico, domani è domenica se poi serve non ce l'abbiamo. Esco da sola e chiamo la mia amica Susanna in cerca di conforto.:"Basta Susi, non la posso più vedere così forse è proprio necessario tu che dici?" Lei, più lucida di me, mi aiuta come sempre a valutare meglio la situazione. Attacco e mi sento meno preoccupata. Torno a casa con lo sciroppo pensando "Ok, aspetto domani, vediamo come va la nottata". Entro in casa e la trovo in piedi che zompetta con il resto della tribù. Paolo sorridente e sollevato mi dice:" Ha mangiato una banana, la febbre è scesa". Lei, finalmente sorridente, mi chiede se le cucino qualcosa perché ha fame. Niente febbre tutta la notte... anche stavolta l'abbiamo scampata! Perché quando un figlio sta male, non basta sapere che ci sono dei tempi fisiologici per guarire, non basta essere persone tendenzialmente non inclini al panico, e nemmeno aver letto e riletto di qua e di là tutto quello che c'è da leggere sulla febbre, i malanni di stagione, l'otite o qualunque altra cosa si sia preso, l'unica cosa che desideri è vederlo sorridere e mangiare di gusto. A volte si cede al famoso "l'ha detto il pediatra" non solo per incertezza o per paura, ma per stanchezza. E parlo di una stanchezza  che non riguarda il corpo o la mente, ma il cuore. E' faticoso andare controcorrente, anche in questi casi è più difficile esserci piuttosto che fare. Stare lì ad aspettare che un malanno faccia il suo corso sembra quasi una mancanza di cura. La prima domanda che mi fanno due persone su tre è "Cosa le stai dando?", come se dare qualcosa sia la soluzione a tutto. Questa è il modo in cui siamo stati abituati a pensare. Ma non è l'unico modo possibile per affrontare la faccenda. Ci si può informare, si può ascoltare, si può resistere. Resistere alla tentazione di delegare la salute dei nostri figli, resistere alle osservazioni di tutti quelli che "sanno" come si fa (la vicina di casa, l'amica, il signore che incontri dal panettiere,ecc...), resistere alla fretta di toglierci di torno il malanno di turno. Al primo accenno di febbre o malessere si pensa subito ad accelerare la guarigione, non riflettendo su cosa ci sta dicendo, su come accompagnare il nostro bambino verso la guarigione. Ci dimentichiamo spesso che l'alimentazione è fondamentale, che i rimedi della nonna possono essere risolutivi, che a volte basta  un po' di riposo e tante coccole. Alma ha cinque anni e tre mesi e nella sua vita ha preso un solo antibiotico, per curare una cistite molto forte. Questo per dire che si può fare. Ci vuole motivazione, ascolto, voglia di documentarsi e di fare domande ai medici, (a costo di passare per "genitori pignoli") e una buona dose di fiducia e resistenza allo stress!! Ah, un pediatra rispettoso non guasta, uno di quelli che guarda i bambini negli occhi mentre li visita, che parla con loro per comunicare con voi, (invece di parlare solo con voi ignorando la  sua piccola paziente), che non ti addita come incosciente se decidi di non vaccinare i tuoi figli. Lo so, sono esemplari rari, ma per fortuna qualcuno ce n'è!!! E poi qualche buon libro non guasta, da leggere e rileggere fino a consumarlo. Sul mio comodino ce n'è uno che mi aiuta sempre perché contiene la descrizione dettagliata del malanni tipici (febbre, mal d'orecchie, tosse,...) con tutte le spiegazioni scientifiche caso per caso, e moltissime ricettine di rimedi della nonna. Per me è stato ed è tutt'ora un alleato prezioso contro la paura e per non perdere la lucidità quando i virus prendono possesso dei miei figli e sembrano non volerli lasciare più... tranquilli, alla fine se ne vanno!!! Ah il libro in questione è questo:


Bambini e (troppe) Medicine
Franco De Luca
Bambini e (troppe) Medicine
Il Leone Verde
Voto medio su 5 recensioni: Da non perdere
Buona lettura!!!

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