Momenti di pace (ma non c'entrano i Papi)

Giornate come questa lasciano in me la sensazione tangibile che qualcosa di buono accade davvero ogni giorno. Quando tante persone sorridono e ringraziano, quando in tanti ci si incontra e ci si abbraccia, beh, io ho la sensazione di aver vinto.
Di aver vinto sulla mia inquietudine, sulla mia sensazione di alienazione, sul mio sentirmi fuori luogo in questo paese e in questo secolo. Perché spesso mi sembra di appartenere ad un'altra epoca. E' come se fossi arrivata qui attraverso qualche tunnel spazio-temporale direttamente dalla mia bella casa nella prateria (ve la ricordate Laura Ingalls?). E me ne sto qui, anacronistica, nel mio bel gonnellone col cappello a falde larghe in testa, a guardare questo formicaio di società. Il che mi rende perplessa. A volte  triste. A volte mi fa proprio incazzare. E se a volte mi pare di passare in questa vita sul calesse di legno trainato dal cavallo mentre intorno mi sfrecciano automezzi di ogni tipo e allora ho il tremendo dubbio di essere appena arrivata da un'altro pianeta, il resto del tempo ne ho la certezza. Ma stasera no. Dopo giornate così, ricche di scambi veri, di abbracci reciproci, di confronti sinceri, mi sento solo soddisfatta. Come se trovare altre persone che parlano la mia lingua mi avesse riappacificata con questo mondo al contrario, con questa vita di fretta, con quest'epoca che non mi assomiglia neanche un po'.
Grazie a tutti quelli che oggi sono venuti alla fiera, a quelli che c'erano col pensiero, a quelli che hanno fatto solo una piccola apparizione. 
Grazie a Luna che ha regalato una pianta ad Alma "perché mi ha detto che le bocche di leone le piacciono tanto", grazie ad Alma che me l'ha portata dicendo "L'abbiamo comprata coi soldi della nostra bancarella, è per te e papà" facendomi commuovere davanti a tutti. 
Grazie a Wilma che ha voluto due soldini "per farti una sorpresa!" ed è tornata con un paio di orecchini per me e a Pepe che tirava la paglia a tutti dicendo "Sono un sssuperoe!" 
Alla pizza fritta di zio Stefano e zia Alice. A Momi con la rughetta dei grandi eventi. A chi non mi aspettavo che venisse. Al maestro Danilo, a Elena, a Mara, a Sabina, a Mamma Artigiana e a tutti quelli che sto dimenticando di citare. Ma soprattutto grazie alla mamma che mi ha detto:
 "Io credo molto in quello che fate, nei progetti che portate avanti. Il vostro lavoro è molto importante. E anche il modo in cui lo fate. Voi siete un esempio anche solo per il fatto che VI SIETE TROVATI, che portate avanti il vostro modo di vedere le cose INSIEME, che siete così coi vostri figli. Io vi stimo molto".
E allora il ringraziamento finale di questa serata va alla meravigliosa creatura con cui condivido tutti i giorni, tutte le notti, tutti i sospiri e tutti i sussulti. Perché avere accanto il proprio pezzetto di stella, ci permette di brillare.

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