Emma V.

A volte bastano pochi minuti e una giornata come tante si trasforma NELLA giornata, quella in cui le cose cambiano. Quella che divide il prima dal dopo. Una specie di grande muraglia temporale, un anno zero del tutto personale. Spesso accade alla nascita di un figlio, e allora è un meraviglioso anno zero che di tutto ti ripaga. Altre volte è un evento traumatico a partire dal quale devi rialzarti e leccarti le ferite fin quando non guariscono. Altre volte ancora è qualcosa a cui sei scampato che ti lascia un segno addosso e nel cuore e che ti ricorda che basta un attimo a cambiare la vita di una'intera famiglia e della comunità che la circonda. Ieri Emma lo ha stampato a sangue sulla mia pelle. Davanti ai miei occhi e sotto le mie mani prima e quelle di Rossella poi, per brevi istanti il mondo ha trattenuto il respiro, per imitare il suo, bloccato da un pezzo di frutta che non andava né su né giù. Brevi infiniti istanti di dolorosa e accanita necessità. Necessità di salvare una vita, di saper fare qualcosa che hai imparato, implorando l'universo che non ti mettesse MAI nella condizione di doverlo applicare. Stamattina, come tutte le mattine, Emma è arrivata a scuola. Stamattina, per la prima volta, quando l'ho abbracciata per accoglierla il mio cuore ha gridato di un misto di gioia, dolore e incredulità. E ho pianto. Di nascosto, ho pianto di felicità. Emma è ancora tra noi. Ha fatto il bagno in piscina, abbiamo giocato, è stato un giorno di scuola come tanti, con noi maestre, coi suoi compagni, tutto come al solito, tutto come prima. Appunto. Ma da ieri c'è un PRIMA e un DOPO, prima di aver messo in pratica una manovra di disostruzione NECESSARIA non mi rendevo conto di quanto fosse importante SAPERE cosa fare. Ora lo so. Genitori, educatori, nonni, zii, tutti voi  che leggete: fate un corso di manovre di disostruzione. Perché il DOPO sia relativo a un pericolo scampato e alla gioia di poter celebrare la vita. Perché un corso così costa poco e vale molto. Perché se è vero che su questa terra siamo tutti di passaggio è altrettanto vero che dovremmo tutti custodire e proteggere la vita che ci circonda. Proprio in questi giorni con le notizie devastanti che arrivano dalla Palestina, mi trovo sempre più a riflettere su quanto sia prezioso il dono della vita. Su quanto la diamo per scontata, senza fermarci mai ad assaporarne la ricchezza...Mi viene in mente un testo che ho incontrato nel web e che voglio condividere con voi:

PROVERBIO TIBETANO
Ogni giorno al tuo risveglio pensa:
oggi sono fortunato perché mi sono svegliato.
Sono vivo, ho il dono prezioso della  vita.
Non lo sprecherò, userò tutte le mie energie per migliorare me stesso,
per aprire il mio cuore agli altri, lavorerò per il loro beneficio.
Avrò solo pensieri gentili verso gli altri,
non mi arrabbierò e non penserò male di nessuno.
Aiuterò gli altri il più possibile  mettendo la mia vita al loro servizio.

Noi non siamo in Tibet, ma una cosa la potremmo comunque fare: fermarci qualche istante, ogni giorno, per riflettere su quanto sia forte la bellezza della vita. Lasciare un minuto il mondo che corre fuori di noi, per ringraziare ed onorare nei nostri cuori la ricchezza che ogni essere vivente porta con sé. Forse fissare ogni giorno la nostra attenzione su questo potrebbe  ricordarci quanto siamo tutti interconnessi, quanto ognuno di noi sia parte di un TUTTO. Siamo tutti esseri preziosi e dobbiamo prenderci cura gli uni degli altri. Salutate i vostri vicini, abbracciate le persone che incontrate per strada, circondatevi di amore. E' l'unico modo per rendere questo pianeta un luogo migliore.