Magoni settembrini e trionfi amorosi

Settembre...mese che fa paura chiunque abbia a che fare con la scuola. Ai bambini, agli educatori, ai maestri, ai professori, ai genitori...ma perché?!?! Forse solo perché settembre è il mese dei saluti. Tornare a scuola è un po' dire addio a quello che c'è stato. Perché se l'anno scolastico finisce a giugno, è a settembre che davvero gli si dice addio. Gli studenti arrivano nella "nuova classe", i professori affrontano un nuovo programma, noi educatori accogliamo i nuovi e ritroviamo quelli che sono rimasti cresciuti a dismisura. Non sono più i cuccioli che abbiamo salutato, sono BAMBINI!!!! E facciamo i conti col fatto che qualcuno è andato via. Che quando te lo dicono prima delle vacanze, ti dispiace certo, ma non è che lo realizzi del tutto. Ma a settembre, quando tutto torna alla normalità...quelli lì ti mancano tanto! E allora sta tutto qui il magone settembrino. Il distacco è quello che ci frega. A tutti. Ai genitori che si staccano dai figli, ai figli che salutano i genitori, a tutti noi che a settembre ripartiamo per una nuova avventura. Ma settembre è anche il mese della semina. Quel momento magico in cui accogliere diventa una magia, incontrarsi è un gioco meraviglioso, imparare a conoscersi l'obiettivo principale. E' il mese in cui si mettono le basi per costruire insieme il nuovo anno, per stare bene insieme, per mettersi di nuovo in discussione. Per crescere tenendoci per mano.
E' il mese in cui si scovano le combinazioni per aprire quei meravigliosi scrigni che sono i nostri cuori. E il mese del dialogo più intenso che si possa immaginare. Soprattutto se a parlare non sono le parole.
Oggi Mattia, nemmeno quattro mesi di vita, è stato al nido la sua prima mezz'ora senza mamma. E che vuoi fare con un fagottino umano di quelle dimensioni?!?! Lo metti lì e te lo guardi, con quell'alone di miracolo che ha intorno. Ma quando lui si accorge che qualcosa nelle vicinanze manca, e quel qualcosa non sei tu ma mamma, la sua mamma...che puoi fare? Lui ha iniziato a urlare come solo i neonati sanno fare, come fa un cucciolo che reclama sua madre,. Non c'era abbraccio che lo calmasse. Né fascia né ninnananna. Ok stiamo calmi. Che vuole questa creatura? Mamma. Ok non ce l'ho. Che faccio? I miei quando andavano nel pallone si attaccavano. Ok la sisa non si può. Che gli serve? Ecco, ho trovato: tornare nella pancia.


Ho steso a terra la fascia elastica, ci ho adagiato sopra la creaturina urlante e piano piano l'ho sollevato dondolando. Eccolo qui nel suo elastico grembo di stoffa.
In pochissimi secondi è tornato silenzioso e calmo. Nella sua pancia putativa, rannicchiato e felice. In pochi istanti addormentato. Certo sarebbe stato meglio non dover affrontare questo distacco, certo è piccolo e dovrebbe stare con la mamma...ma in questo Paese a tre mesi mamma è di nuovo forza lavoro. E allora che possiamo fare? Salviamo il salvabile, facciamo in modo che in questo Paese senza alcun riguardo per mamma e bambino, ci sia un modo diverso di affrontare tutto questo.


Magone settembrino oggi l'amore ha vinto. Adoro fare bene il mio lavoro.