Scarpe che fanno miracoli

Via Cristoforo Colombo, altezza Palazzo "Habitat", una mattina come tante.
Non per me, che a Roma ci vado poco e malvolentieri. 
Al semaforo rosso un signore sui 60 anni con cappotto, gambe nude e ciabatte infradito chiede l'elemosina. 
E' all'inizio della mia fila, quattro o cinque macchine avanti. 
Il criceto nel mio cervello sale sulla ruota. Scannerizza i piedi, esamina il contenuto del mio portabagagli e si accende la lampadina: ci sono un paio di scarpe che gli dovrebbero entrare. 
Caxxo no! E' verde!!! 
Ok, niente panico. Vado. 
Attraverso la Colombo. Accosto. 
Quattro frecce. Apro il portabagagli. 
Tra le mille buste trovo le scarpe. Ok ho anche una sciarpa. 
Perfetto. 
Devo trovare il modo di tornare dall'altra parte della Colombo. 
Gli spartitraffico mi separano dal sollievo per quei piedi ghiacciati. 
Non posso andare dritta alla meta. 
Pazienza. Farò il giro. Il famoso "giro de Peppe". 
Ok non fa niente, tanto sono stranamente in orario con l'appuntamento a cui sto andando. 
Arrivo al Suo semaforo, ma Lui è dall'altro lato. 
"Ehi!"Alzo le mani che tengono scarpe e sciarpa per farmi vedere. Mi vede. 
Mi fa cenno di poggiarle sul marciapiede. 
Anche tutti quelli fermi in fila mi vedono. 
Un motociclista batte le mani. Un altro mi guarda e dice: " Brava!" 
Io poso le scarpe e la sciarpa. 
Vedo che lui continua a bussare ai vetri distrattamente, controllando le scarpe. 
Mi pare di capire che non si vuole avvicinare perché ci sono io. 
Mi volto e mi allontano. Mi gira la testa. 
Sento che questa piccola cosa ha raddrizzato 'sto mondo storto di qualche preziosissimo millimetro.
Penso ai Suoi piedi al caldo. Ai motociclisti. Li immagino a cena con la famiglia che raccontano quello che hanno visto.
Ho i brividi e ri-attraverso la Colombo, il "giro de Peppe" a ritroso. 
Vado un po' di fretta perché ho paura di essermi beccata una multa per come ho lasciato la macchina. 
E perché tutta la forza di quel piccolo gesto mi fa tremare le gambe e mi devo sedere. 
Tutti verdi. 
Trotterello fino all'ultimo marciapiedi. 
Sento un clacson che suona. 
Mi giro pensando che è impossibile che suonino a me. 
E invece un 40enne alla guida di un furgone mi indica qualcosa. 
Ce l'ha proprio con me. Ma che dice? 
Guardo nella direzione in cui indica e vedo un ragazzo che sta raccogliendo qualcosa e mi viene incontro. 
"Ti è caduto questo!"  Banconote. 
Subito dietro di lui una ragazza "Anche questi devono essere tuoi!" Biglietti da visita. 
Li guardo incredula. Mormoro: "Grazie" 
Cammino stordita verso la macchina, con la sensazione di essere dentro questo video e sicura di trovare una multa. 
Non c'è. 
Immagino un vigile che sta per farmela e riceve un messaggio d'amore. 
Si gira e se ne va. 
Rido da sola. 
Era molto di più di qualche preziosissimo millimetro. 
Era tutta la potenza della gentilezza.


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